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Stare lontani è stato dapprima obbligatorio, poi è risultato conveniente e forse oggi è divenuto comodo. Ci sono cose che vengono meglio da lontano, altre che necessariamente ci riconducono sotto lo stesso tetto - siamo ancora capaci di distinguerle?

Cosa vi state perdendo

“Gli effetti del lavoro a distanza sulla collaborazione” è il titolo dell’articolo pubblicato su Nature per presentare i risultati di una ricerca sul comportamento di 61 mila addetti di Microsoft USA durante il 2020. I dati raccolti mostrano in modo inequivocabile gli effetti del lavoro a distanza sulla collaborazione e la comunicazione dei dipendenti della multinazionale americana. La collaborazione si fa più statica e superficiale: ci si confronta di meno sui problemi più complessi e tra parti più lontane dell’organizzazione; la comunicazione diventa asincrona, anche se non ci si può incontrare, si usa di meno il telefono, le conversazioni sono più rapide e, sopratutto, circoscritte alle persone con cui si condividono le razione più solide e consuete. 

 

Comunicare per produrre

Penso che queste considerazioni suonino familiari: stiamo rinunciando agli strumenti più efficaci di cui disponiamo per fronteggiare le sfide del contesto complesso attuale? Collaborazione e comunicazione non sono venute meno in questi mesi, come non è venuta meno la produttività, almeno fino ad ora, ma si stanno trasformando rischiando di compromettere il vantaggio competitivo delle nostre aziende. Quale produttività, quale collaborazione, quale comunicazione abbiamo mantenuto? Le e-mail funzionano bene per trasmettere le informazioni, ma sono le interazioni di persona che ci permettono di convergere sul significato delle informazioni condivise e quindi di generare le idee più interessanti.

Stare insieme per ottime ragioni

L’ingenuità non si recupera: l’esperimento tragico di cui stiamo ancora facendo esperienza ci ha insegnato che possiamo fare il nostro lavoro anche a distanza. Abbiamo retto e non si torna indietro. Ma la logica dell’emergenza va a un certo punto abbandonata per recuperare attenzione a quello che ci costa questa benedetta continuità. 

Torniamo allora in ufficio, non per fare quello che ci viene bene anche da casa, ma per fare quello che a distanza non riesce: mettere a frutto il patrimonio di ingegnosità collettiva che ci permette di destreggiarci nelle sfide più complesse, apprendere dal confronto con i colleghi, inventare nuove soluzioni e riprenderci ambizioni che superino la sopravvivenza. Serve un nuovo assetto, un nuovo equilibrio che tragga vantaggio dalle esperienze recenti, concili le nuove aspettative di libertà e autonomia di colleghi e collaboratori, ma ci permetta di riappropriarci delle esperienze di collaborazione più genuine e soddisfacenti.

In Trivioquadrivio, da 25 anni ci occupiamo di trasformare le aziende in luoghi di apprendimento e collaborazione e ora di creare le condizioni per recuperare rapidamente quello che ci stiamo perdendo.

 

Enrico Marra