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Le imprese italiane mostrano un'attenzione crescente al tema del benessere. Pensarlo in prospettiva sistemica, superando i confini della singola azienda e trovando nuove vie per fare rete, significa ragionare in ottica di ingegnosità collettiva e sviluppo dell'impresa a livello nazionale.

L'impresa e il benessere

Qualche dato

Il welfare aziendale è in continua crescita. I contratti collettivi nazionali che lo prevedono riguardano 2,4 milioni di lavoratori e oltre 159.000 imprese. Secondo il recente report “Welfare for people”, le principali misure di welfare aziendale a livello nazionale toccano questi fronti:

  • per il 70% delle imprese, il welfare riguarda  la flessibilità e la conciliazione vita-lavoro
  • per il 57% la formazione in ambito professionale
  • per il 40% mensa e buoni pasto
  • per il 27% buoni acquisto e flexible benefit
  • per il 18% l’assistenza sanitaria integrativa
  • per il  15% la previdenza complementare

 

[ dati: ricerca “Welfare for people”, Intesa-Adapti ]

Il ruolo del welfare durante la pandemia

Oltre ai temi sopra citati, il welfare aziendale ha di certo contribuito a mitigare gli effetti della pandemia, con interventi che hanno risposto alle esigenze di presidi di sicurezza e profilassi, assistenza psicologica e sanitaria, aumenti temporanei della retribuzione. In un momento in cui si guarda collettivamente alla ripresa, è opportuno fare un passo in avanti, confermando e amplificando il ruolo che le imprese hanno nel secondo welfare e puntando a provvedimenti che favoriscano la crescita e l’equilibrio.

Il principale vincolo rispetto all’acceso a queste opportunità è rappresentato dalle differenze territoriali (tra nord e sud, tra imprese di dimensioni differenti, tra settori produttivi), che peraltro la pandemia ha accentuato. In relazione a questa situazione, una prospettiva di sviluppo promettente è quella del welfare aziendale territoriale.

Nuove prospettive per le PMI

Un welfare aziendale applicato in logica territoriale “a filiera corta” può permettere di ridurre le diseguaglianze e condividere le opportunità, facendo rete. Le imprese – e in particolare modo le PMI – hanno la possibilità di condividere competenze e risorse e aggregare soggetti differenti, nel pubblico, nel terzo settore e nelle parti sociali, fino ovviamente alle reti di imprese, le cui dinamiche sono estremamente coerenti con questo approccio.

In particolare rispetto al pubblico, in vista dell’utilizzo dei fondi del PNRR si possono immaginare strategie che coinvolgano insieme alle aziende altri attori del welfare, come le fondazioni bancarie o le casse di previdenza.