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Il cambiamento è la costante della complessità che ci circonda: vi sono momenti in cui esso agisce in modo lento e tacito, altri in cui le mutazioni in corso emergono in modo prepotente. Il fenomeno delle "grandi dimissioni" non fa eccezione: trae origine da un sommovimento di lungo corso che sta ora producendo le sue manifestazioni più evidenti. Per le imprese è importante occuparsene tempestivamente, per mettere a fuoco - e a profitto - le nuove priorità e aspirazioni da cui nasce l'apparente malessere di molte persone.

Nuove aspirazioni: un diverso sguardo sul fenomeno delle grandi dimissioni

Un anno di “great resignation”

Mentre da qualche mese si parla di “grandi dimissioni” anche in Italiaper comprendere dove questo fenomeno può condurre il mondo del lavoro il principale contesto cui guardare  restano gli USA, dove la nuova tendenza ai licenziamenti è stata riconosciuta per la prima volta quasi un anno fa. 

 

Secondo una recente ricerca:

 

  • il 14% dei lavoratori ha lasciato il proprio impiego volontariamente negli ultimi 12 mesi
  • il 16% l’ha fatto per avviare una nuova attività
  • il 12% si è spostato verso un campo professionale del tutto diverso
  • la principale causa delle dimissioni è la negatività dell’ambiente di lavoro, seguita dalla ricerca di un ruolo più soddisfacente

 

[ Dati da New workers, new normal, ricerca condotta da Morning Consult a gennaio 2022 su un campione di 6.600 persone ]

Le priorità cambiano, emergono nuove aspirazioni

A colpire è l’intreccio fra insoddisfazione rispetto ai contesti di lavoro e tensione a cambiare completamente campo professionale, fenomeni che stanno iniziando a far pensare che dietro alla “great resignation” ci sia una “great re-prioritarization”.

 

 

Parlare di nuove priorità significa soprattutto riconoscere una crescente volontà di allineare le decisioni professionali ai valori personali. Le persone che si identificano con questo approccio, soprattutto se appartenenti alla fascia anagrafica dei “millennial”, si caratterizzano per rinnovate aspirazioni di realizzazione personale: vedono lavoro e carriera come una reale opportunità per generare un impatto sul mondo, distaccandosi in questo da quanti ritengono il proprio lavoro “solo un impiego”.

Un’opportunità per le imprese

In questo disorientante momento storico in cui le parole “pandemia” e “guerra” influiscono in maniera pesante sul morale e sulle motivazioni di ogni persona, l’attenzione delle imprese ai collaboratori, fattivi o aspiranti tali, deve essere anzitutto diretta a intercettare le persone caratterizzate da un atteggiamento “aspirazionale”.

 

 

Aprire contesti di confronto, creare opportunità per praticare diverse capacità, alimentare un dialogo aperto sull’evoluzione della collaborazione e del rapporto con la propria dimensione lavorativa: le imprese capaci di lavorare in maniera pronta e seria sull’ingaggio e sulla comunicazione interna ed esterna secondo queste linee direttrici si candidano a una maggiore solidità e compartecipazione della cultura lavorativa. Dal 1996 Trivioquadrivio crede che le conversazioni siano il fulcro dello sviluppo organizzativo e per questo le alimenta costantemente con tutti i suoi interlocutori aziendali.


Dario Villa