Scegliere

Come cambia la percezione del lavoro? Come si sviluppano i rapporti fra imprese e lavoratori, potenziali o fattivi? La complessità aumenta, le visioni mutano: è tempo di guardare in modo diverso anche ai processi di ricerca e selezione.

Impresa e lavoratori: chi sceglie chi?

Guardare al mondo del lavoro con uno sguardo da antropologi può aiutare a interpretare fenomeni oggi crescenti quali le “grandi dimissioni” e la difficoltà delle imprese ad attrarre e portare in azienda le persone di cui hanno più bisogno. Siamo oggi di fronte a un cambiamento delle relazioni lavorative di grande portata, per certi versi una rivoluzione copernicana che inverte ruoli e bisogni di azienda e lavoratori: la persona non è più oggetto di selezione, ma soggetto di scelta.

Una diversa attitudine alla selezione

«Il tessuto produttivo oggi presenta, in tutte le fasce professionali, una miriade di opportunità di lavoro che non si traducono in nuova occupazione a causa della difficoltà che le imprese incontrano per trovare le persone in possesso delle capacità richieste. Per chi vuole sottrarsi a un rapporto di lavoro poco gratificante non c’è protezione migliore, sul piano economico come su quello della libertà e della dignità personale, che la possibilità effettiva di accedere a uno o più percorsi verso aziende dove le sue capacità possono essere meglio valorizzate».
[ Pietro Ichino – Se è il lavoratore a scegliere l’impresa – Lavoce.info ]

Seguendo la riflessione di Ichino, si giunge a descrivere un mutamento importante soprattutto per imprenditori e PMI: nell’attuale mercato del lavoro si sviluppano nuove dinamiche di libera scelta della persona fra aziende in competizione rispetto a una o più posizioni. Il mercato del lavoro diventa dunque – sempre secondo Ichino – anche un “mercato dell’imprenditoria” in cui la singola persona si confronta con una prospettiva in gran parte inedita di scelta, rischio, responsabilità.

Una sfida imprenditoriale condivisa

Da un lato, le imprese devono ripensare profondamente i propri processi di comunicazione e selezione, preparandosi a fornire più risorse di orientamento, approfondimento e scelta. Dall’altro, assumere un diverso atteggiamento, maggiormente paritario rispetto alla sfida “imprenditoriale” in gioco (o “intra-prenditoriale”, come si usava dire qualche anno fa) può rappresentare una potente leva per costruire un dialogo aperto e proficuo e finalizzato ad accrescere l’ingegnosità collettiva dell’organizzazione.

 

Trivioquadrivio si rivolge all’anima imprenditoriale che alberga, ancora prima che nelle imprese, in ogni persona. Per questo offre servizi di consulenza, formazione e facilitazione che supportano la continua re-interpretazione della relazione di dare-avere fra azienda e lavoratori, rispondendo con la strategia e l’apprendimento alle sfide più importanti dell’attuale contesto lavorativo.

 

Dario Villa