Attivismo

Difficile trovare oggi imprese che non si presentano come etiche: quante, però, vanno oltre la comunicazione, impegnandosi in modo attivo?

L'attivismo dell'impresa per la società

È sui temi etici che dal lavorativo sconfinano verso il sociale – specialmente quelli legati alla sostenibilità e alle politiche di inclusione – che le aziende trovano oggi più occasioni per mettere in gioco il loro ruolo di agenzia di apprendimento e cambiamento. Detto in altri termini: è su questi terreni complessi – e spesso scivolosi – che si gioca l’opportunità per un’impresa di incidere sulla vita delle proprie comunità di riferimento, generando un impatto positivo che si estenda dall’interno dell’organizzazione verso l’esterno.

 

Per chi si inoltri in questi ambiti, l’accortezza principale dovrebbe essere quella di evitare una prospettiva puramente comunicativa, che rischia di impoverire e svuotare di significato le iniziative promosse. A tal proposito, ciò che va anzitutto indagato e messo alla prova sono le aspettative, o per meglio dire le ambizioni dell’impresa stessa.

 

Se l’aspettativa è di qualche “like” in più sui social, badge delle campagne comunicative in calce alle e-mail e una buona rassegna stampa, allora è inutile darsi troppa pena: l’impegno può essere gestito tranquillamente dalle funzioni di comunicazione e interessare in maniera passiva il resto dell’organizzazione.

 

Ma se l’ambizione di cambiamento è legata alla volontà di generare un impatto positivo che si estenda nella società, allora la prospettiva diventa quella dell’attivismo. Vale a dire? Attivismo significa comprendere che solo i sistemi valoriali che guidano la vita quotidiana delle persone sono in grado di cambiare le imprese e, con giustificato ottimismo, la società e il mondo. E l’attivismo è tanto più efficace quanto più riesce a essere immediato, semplice, concreto.

 

A proposito di attivismo concreto, pensiamo alla sostenibilità con un esempio molto semplice: fare la differenziata in azienda dovrebbe servire a portare questa buona abitudine anche in città, gettando i rifiuti in modo adeguato a partire dal proprio quartiere. Perché un simile tipo di impegno funzioni è cruciale, ancor più che per i classici “walk the talk” legati ai comportamenti manageriali, un ingaggio collettivo che deve toccare ogni persona in azienda, partendo dai vertici. Solo così l’impresa si attiva per un cambiamento in cui crede e per cui verrà riconosciuta attraverso l’azione di ogni sua persona, ambasciatrice di modelli etici che con lei si muovono ogni giorno nel mondo.