Evoluzione

La discussione sull'evoluzione delle culture organizzative viene spesso sbrigativamente risolta facendo riferimento alla categoria del "progresso" verso un miglioramento dato grosso modo per scontato. La questione è a ben vedere molto più complessa.

Come evolvono le imprese?

L’evoluzione è un atto di svolgimento e dispiegamento. In quanto tale, si relaziona con una provenienza e con un progetto. Di per sé, non è necessariamente un movimento volto al miglioramento, e neppure garantisce che risultati auspicati o prevedibili si realizzino. Lo mostra bene la più celebre fra le evoluzioni, quella che chiamiamo “darwiniana”: ad averci condotti fino a qui non è stato un progetto tracciato a tavolino, ma un’alleanza strettissima fra caso e necessità.

 

Le considerazioni generali qui esposte valgono per ogni tipo di evoluzione e dunque anche per quella delle culture lavorative. L’evoluzione di un’impresa non può essere gestita in “laboratorio”, a suon di slogan e documenti programmatici. L’impresa deve fare i conti – per riprendere la metafora darwiniana – con il suo DNA (dunque con il suo passato) e con il contesto che abita, inevitabilmente caratterizzato da complessità e mutevolezza.

 

Una celebre descrizione della cultura d’impresa (di paternità dello psicologo americano Edgar Schein) è fondata sulla distinzione fra artefatti, assunti espliciti e assunti taciti. Gli artefatti sono ciò che si vede dell’impresa (fino ai prodotti e all’erogazione dei servizi), gli assunti espliciti corrispondono alle parole e le dichiarazioni che orientano l’impresa stessa, quelli taciti il “non detto” che vive nel quotidiano di ogni persona e nelle relazioni più dirette con i colleghi. Perché si veda un’evoluzione culturale a livello macro-organizzativo, bisogna che le parole-guida (assunti espliciti) diventino vissuto reale in ogni comportamento e azione organizzativa (assunti taciti). Tutto ciò si darà a vedere anche negli artefatti.

 

L’evoluzione deriva dalla “digestione” interna all’organizzazione dei principi di cambiamento che l’impresa, di solito da parte del suo vertice, intende perseguire. Si tratta di un processo complesso, vale a dire articolato e scarsamente controllabile. Per questo, per darsene cura è più utile dotarsi di un cannocchiale che non di un righello: la misurazione degli auspicati cambiamenti deve lasciare il posto al continuo sforzo di visione e anticipazione di ciò che l’impresa vuole e può diventare in relazione alla sua storia e al contesto in cui il suo evolversi si svolge. Tutt’altro che una “scienza perfetta”, l’evoluzione della cultura aziendale è soprattutto una questione di esplorazione, mappatura e approssimazione. In Trivioquadrivio lavoriamo dal 1996 per accompagnare le imprese più coraggiose in questa esplorazione.